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La validazione è divenuta una vera e propria moda. Oggi c'è la caccia al bollino, come se fosse uno segno distintivo di appartenenza ad un gotha di privilegiati, ad un livello superiore di conoscenza da iniziati. Intendiamoci, la validazione è fondamentale a livello di parsing sintattico ed è utile per fornire qualcosa di diverso dalla solita zuppa di tag ai browser, ma nulla più. Non è il segno distintivo di un buon sito, come il non sbagliare il congiuntivo non lo è per un romanzo di successo.
Un professionista del Web non ha bisogno di nessun bollino per dimostrare che il suo sito è conforme agli standard o alle pratiche correnti di accessibilità dei contenuti web. Il lavoro è diverso e molto più profondo. Bisogna garantire una compatibilità cross-browser che nessun bollino può testimoniare. Se io uso il float nel layout del mio sito, il bollino non mi garantisce che il layout si vedrà correttamente anche su Internet Explorer 6 Windows. Piuttosto, il bollino dice solo che la dichiarazione di floating da me espressa è conforme alle specifiche CSS. Tutto qui. Sta al professionista del Web adoperarsi affinché le differenze tra i browser siano minime.
Per quanto riguarda l'accessibilità, il discorso è ancora più complesso. Possiamo anche aver superato il controllo meccanico di Bobby, soddisfatto tutti i punti di controllo del WAI e della legge Stanca, salvo poi vederci arrivare delle mail dagli utenti che si lamentano del contrasto eccessivo dei colori in alcune pagine, o del fatto che le accesskey da noi impostate vanno in conflitto con quelle dei loro browser. La realtà è diversa dalle normative e dai bollini che ruotano attorno ad esse.
In altre parole, dobbiamo sempre distinguere tra de iure e de facto.
La prima espressione si riferisce a come le cose dovrebbero andare secondo le normative vigenti (letteralmente, secondo la legge),
mentre la seconda a come le cose effettivamente vanno (letteralmente, secondo il fatto). Dobbiamo certamente tenere presenti
le normative, ma metterle in pratica nel Web reale, ossia effettuare innumerevoli test fino a raggiungere un buon risultato, o
un compromesso accettabile. Questo significa che non dobbiamo sclerotizzarci nella ricerca della forma,
ma tendere alla ricerca della sostanza.
Significa accettare il fatto che Internet Explorer al momento non supporta il contenuto generato, e che quindi usarlo per emulare
il deprecato attributo start degli elenchi ordinati non ha senso. Piuttosto, possiamo usare una
DTD Transitional per non incappare in errori di validazione, o aggiungere
la numerazione nel codice sorgente.
Non si finisce mai di imparare. Io stesso apprendo ogni giorno nuove cose, e non mi stanco mai di mettere in discussione le mie (limitate) capacità. Quello che conta è che il nostro lavoro sia fatto secondo coscienza, professionalmente e con scrupolo. Il bollino riguarda più la logica booleana che non la vita reale degli esseri umani. Diamo alle macchine i loro 0 e i loro 1, e teniamoci per noi la capacità di crescere in modo autonomo.